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Abruzzo, agricoltura: regione difende riforma ARSSA

«La Razionalizzazione e rideterminazione dei servizi di sviluppo agricolo è una grande riforma portata avanti dal sottoscritto e dalla maggioranza e vorrei che anche i pochi che non l’hanno capito ne comprendessero la portata». L’assessore alle Politiche agricole, Mauro Febbo, interviene per chiarire alcuni aspetti legati al riassetto della Direzione politiche agricole e affrontanti in una nota da Confagricoltura. «Innanzitutto è giusto sgombrare il campo da ogni dubbio riguardo il numero dei dipendenti regionali. Non c’è stato nessun aumento di dipendenti pubblici visto che gli ex lavoratori Arssa, che oggi sono stati assorbiti dalla Direzione agricoltura, anche prima della riforma erano a carico del bilancio della Regione. L’aspetto principale che voglio sottolineare riguarda l’apporto che questi impiegati e tecnici potranno dare ai Servizi destinati al comparto, considerando che precedentemente non lavoravano direttamente per la Direzione agricoltura e non avevano ruoli e funzioni specifici così come avviene adesso». «Oggi infatti – prosegue – possono offrire le loro preziose professionalità in ambiti strategici per il settore primario della nostra regione come l’attuazione di progetti, interventi, misure e azioni del Programma di Sviluppo Rurale (PSR), che rappresenta uno strumento estremamente prezioso. Inoltre potranno contribuire a portare avanti percorsi e progetti utili al rilancio dell’economia abruzzese e delle sue eccellenze agroalimentari, come il Marchio Abruzzo. Un altro aspetto, non certo secondario, è quello economico: grazie a questa riforma infatti la Regione riuscirà a realizzare un sostanzioso risparmio di fondi pubblici: l’Arssa aveva ben 3 direttori per un costo complessivo di 565 mila euro l’anno; evitata anche la spesa per il Collegio dei revisori che ammontava a 82 mila euro». «A queste vanno aggiunte altre riduzioni di costi già dettagliatamente e più volte elencate che – conclude Febbo – ci consentiranno di ottenere un risparmio ulteriore di oltre 600 mila euro ogni anno. In un periodo di difficoltà come quello che stiamo attraversando non mi sembra poco. Torno a ribadire la bontà di questa riforma attraverso la quale perseguiamo importanti obiettivi come quello di consentire ai nostri Uffici di rispondere con tempestività ed efficacia alle richieste che ci arrivano dal mondo agricolo. Questo perchè, ci tengo a sottolinearlo, per ogni buon amministratore sono sempre primari gli interessi di cittadini, contribuenti e imprese».

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