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Abruzzo, acqua: chiesta moratoria su proposta Ato Unico

La decisione del governo di rinviare al 31 dicembre 2011 la soppressione degli Ato fa venire meno l’urgenza di sottoporre al voto del Consiglio Regionale del 25 marzo la proposta di legge della Giunta sull’Ato Unico,

 

 dal momento che il 12 e 13 giugno si svolgerà il referendum che chiede di mantenere pubblica la gestione dell’acqua. A sostenerlo è la Cgil Abruzzo.
“Legiferare a livello regionale – si legge in una nota – mentre la legge nazionale di riferimento per l’affidamento dei Servizi Pubblici Locali, tra cui il Servizio Idrico Integrato, può essere radicalmente cambiata per volontà dei cittadini, non è cosa saggia. Ancor più se consideriamo che le dichiarazioni della Giunta di voler mantenere l’acqua a gestione pubblica, con l’affidamento in house, sono assegnate ad un percorso previsto dalla legge nazionale che la stessa Giunta regionale, nella relazione di accompagnamento al provvedimento proposto, considera come ‘residuale'”.
“Crediamo – si prosegue nella nota – ci siano molte perplessità sulla proposta presentata, come ad esempio sul reale protagonismo dei comuni, organizzati in assemblee provinciali (sub ambiti ASSI) nel governo del Servizio Idrico Integrato, dal momento che l’Ente d’Ambito proposto (ERSI) è presieduto dall’assessore Regionale al ramo, insieme ai presidenti delle Province, in una confusione di ruoli tra programmazione e controllo, propri della Regione, con quelli di gestione che non le competono. Per noi rimane fondamentale il ruolo dei sindaci nel governo dell’acqua. Per queste ed altre ragioni, pur condividendo l’esigenza di un riordino del SII abruzzese, chiediamo ai Gruppi Consiliari una moratoria nell’approvazione della proposta di legge fino al 14 giugno”.

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