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Abolizione Ato: Comuni, si al referendum

Fermare le scadenze della legge Ronchi e del decreto di abolizione degli Ambiti territoriali ottimali (Ato)

 

attraverso una moratoria fino al voto referendario. E’ questa la grande sfida per le “realtà locali” che emerge dalla terza assemblea del Coordinamento nazionale enti locali per l’acqua bene comune e la gestione pubblica del servizio idrico, oggi a Roma.A supporto dei quesiti del Referendum abrogativo, vengono anche lanciate tre iniziative.
La prima: un finanziamento in aiuto della campagna per i ‘si’ che il Comitato (ridenominato ‘2 si per l’acqua bene comune) può rimborsare una volta raggiunto il quorum (www.referendumacqua.it).
La seconda iniziativa si chiama ‘1.000 sindaci’ e intende riunire i primi cittadini dei comuni affinché si impegnino a favore dei ‘si’ ai due quesiti abrogativi, ma anche promuovendo delibere e ordini del giorno per ‘fermare’ le scadenze della ‘privatizzazione’ fissate dal decreto Ronchi e di soppressione degli Ato. Connessa a una presa di posizione da parte dell’amministrazione è la terza iniziativa. E cioè la possibilità di esporre un cartello ‘pro-acqua pubblica’ all’ingresso del territorio comunale, che ricorda un po’ quello del ‘comune denuclearizzato’ o dei ‘gemellaggi’.
Il Coordinamento, convinto che “la proprietà e la gestione pubblica dell’acqua rappresenti un principio fondamentale” e che “l’accesso sia un diritto umano”, chiede poi di poter votare nel 2011 per il referendum (magari pensando a un provvedimento di deroga) nel caso sia necessario. Ma dal Forum dei movimenti per l’acqua pubblica fanno sapere che prima del 20 febbraio non si potrà avere una data. In ogni caso secondo normativa il voto dovrebbe svolgersi tra il 15 aprile e il 15 dicembre.

Enti locali: Uncem, serve una proroga sui termini di chiusura degli Ato
L’Unione Comunita’ Montane condivide il parere Anci sul Federalismo

 

Il vicepresidente dell’Uncem Oreste Giurlani ha sottoposto alla Conferenza Unificata di ieri la necessità di prorogare il termine di chiusura degli ATO e istituire un tavolo istituzionale con Governo e Regioni su questo tema. “La soppressione delle ATO acqua, rifiuti e altri servizi entro il 31 marzo sta determinando sui territori incertezza e confusione. Con la scusa dei tagli aumentano le tariffe dei servizi. Le competenze su queste partite vanno riorganizzate con attenzione dalle Regioni e non si può pensare di smantellare un sistema consolidato da un momento all’altro senza istituire una opportuna fase istruttoria”.L’Uncem ha contestualmente condiviso il parere negativo dell’Anci relativamente al decreto sul federalismo municipale, finché non verranno affrontati i temi della perequazione per i piccoli Comuni e dell’autonomia comunale.

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