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Abbiamo detto si Family Day Perché i Giovani Imprenditori dell’Aquila difendono la famiglia come istituzione unica

L’adesione, da parte dei Giovani Industriali della Provincia dell’Aquila, alla manifestazione del “family day”, promossa da varie realtà associative ed indetta per lo scorso 12 maggio, muove, essenzialmente, da una serie di considerazioni, che trovano, comunque, un comune, essenziale, denominatore, nel fermo intendimento di affermare il valore peculiare dell’istituzione familiare.

Il “family day”, al di là delle manifestazioni ideologiche e di talune (pur presenti)  tentazioni più estremistiche, deve costituire, se correttamente inteso, un utilissimo momento di confronto tra quanti, laici e cattolici, credenti e non credenti,  riconoscono il valore prioritario della famiglia fondata sul matrimonio, di quella “coniunctio maris et feminae, consortium omnis vitae” che esprime l’alleanza vitale di un uomo e di una donna  che si fanno reciproco dono di vita e di destino, assumendo, al cospetto della generalità dei consociati, reciproci diritti e doveri.

La volontà di porre la famiglia al centro della riflessione e l’intendimento di promuovere finalmente la “presa in carico” della famiglia da parte delle istituzioni non scaturisce affatto (e non potrebbe essere diversamente) dal disegno di mortificare e comprimere i diritti dei conviventi o di negare i diritti umani della singola persona, ma dalla esigenza, così fortemente avvertita  in ambito sociale, di promuovere le diverse qualità e potenzialità di umanizzazione contenute nelle differenziate forme di relazioni umane.

Dal nostro punto di vista, i diritti inalienabili della persona (intesi anche come libertà di scelte individuali e libertà di opzione nelle soluzioni affettive ritenute più confacenti) segnano un momento intangibile del progresso e della civiltà giuridica del nostro popolo, che vanno necessariamente rispettati (come fu per il divorzio conquistato negli anni settanta).

Tuttavia, anche come imprenditori, ossia come esponenti di realtà produttive che operano fattivamente nel tessuto sociale (e che consapevolmente agiscono nell’ambito dello stesso), non possiamo non constatare la non più differibile esigenza di azioni legislative mirate a politiche familiari serie, concrete, organiche e durature, individuando interventi politici che ne promuovano le relazioni e le funzioni sociali.

Non è più tollerabile un contesto legislativo di sostanziale disattenzione nei confronti della famiglia, cui si correda un complesso di soluzioni  amministrative decisamente inadeguato rispetto alle reali esigenze del consorzio familiare (soprattutto con riferimento alle famiglie con figli).

Anche rispetto alle problematiche familiari, la risposta delle istituzioni si è  finora caratterizzata in termini insoddisfacenti, improduttivi e, talvolta, meramente assistenzialistici. Lo specifico delle politiche familiari che noi auspichiamo (citiamo, a mero titolo di esempio, interventi più solidi e qualificati in materia di assistenza alle famiglie numerose, l’esigenza di coniugare, attraverso interventi organici, le aspettative di lavoro dei coniugi con le necessarie prerogative dei figli, una più qualificata risposta da parte delle istituzioni scolastiche, il potenziamento degli  asili nido, nonché dei servizi sociali e sanitari)  postula la capacità di superare forme di assistenzialismo per attuare coraggiosi interventi di carattere promozionale, universale e distintivo, avendo come destinatari non i singoli componenti del nucleo familiare, bensì la famiglia in quanto tale.

Le famiglie italiane hanno imparato ad affrontare e risolvere i problemi e i bisogni più diversi attraverso quella specifica forma di solidarietà e sostegno costituito dall’associazionismo familiare, che permette loro di diventare protagoniste delle proprie scelte.

La famiglia, il cui valore giuridico è sancito e consacrato dal dettato costituzionale, è un patrimonio di valori, principi, saperi di cui la comunità non può assolutamente fare a meno. La famiglia assume una valenza economica fondamentale, di dimensioni tutt’altro che trascurabili.

Talvolta, in essa si concentra, si fonde e si tramanda un vissuto di operosità e di laboriosità che è patrimonio essenziale della collettività: parte del tessuto economico e produttivo di questo nostro Paese è significativamente caratterizzato da una moltitudine di imprese a carattere familiare.

La famiglia assolve, pertanto, ad una funzione sociale e giuridica  incontrovertibilmente unica ed imprescindibile.

L’unione affettiva tra persone del medesimo sesso realizza un diritto di libertà legittimo ed intangibile, nei confronti del quale deve essere preclusa ogni forma di discriminazione.

Il principio “personalista” sul quale si fonda la nostra Costituzione esprime il riconoscimento nei confronti del valore della persona umana e della tutela della sua dignità, che prescinde dal possesso di un particolare status giuridico, dalle convinzioni politiche o religiose e dalle scelte di vita, purché costituzionalmente lecite.

Tuttavia, è auspicabile che questo diritto rimanga tale, evitando ogni intervento del legislatore che sia diretto ad operarne  la qualificazione giuridica come autonoma categoria di convivenza, riconoscendo, in forma esplicita o implicita, rilevanza familiare ad aggregazioni sociali che non abbiano nel matrimonio il loro fondamento.

La famiglia ha una dimensione etica: l’eticità, a giudizio di Hegel, si manifesta come un ordine reale che esprime la vita di un popolo.

Secondo il grande filosofo tedesco, la famiglia è la prima espressione di concreta società organica: in essa gli individui non sono più atomi sociali, ma membri di uno stesso organismo.

Fondata sulla base di fenomeni naturali (l’unione sessuale e la generazione fisica), la famiglia, secondo Hegel, si spiritualizza attraverso il matrimonio e l’educazione dei figli, manifestando così la sua intima sostanza etica, collocandosi al primo stadio di una triade che si evolve progressivamente nella società civile e, in ultimo, nello Stato.

L’identità familiare si forma nell’interazione fra l’identità personale e l’identità sociale di ciascun individuo.

Nel promuovere o meno l’identità familiare dell’individuo, la società gioca la sua stessa sopravvivenza.

Un grande pensatore della nostra terra, Giuseppe Capograssi individuò “la sola vera società umana” nella “famiglia, quella che si costituisce di amore umano e di sangue nella vita”.

In uno dei tanti “pensieri” indirizzati alla fidanzata Giulia,   il 12 giugno del 1923, ebbe a dire (con una previsione lucida e quasi profetica) : “essa (la famiglia) è la protezione vigorosa di tutte le debolezze e di tutte le inesperienze: il padre, la madre, il fratello, la sorella, il marito, sono un complesso pieno e vivente di forze, che, se unite insieme in un istituto che si chiama famiglia, e che la legge e la società considerino come destinato a perpetuarsi, proteggono e difendono tutti coloro che vi sono inseriti, tutti coloro che contribuiscono con il loro lavoro e le loro forze e la loro serenità , a condurre alla sera le faticose giornate delle loro vita. Tutta la crisi dell’epoca moderna è nella instabilità grande della famiglia : la instabilità della famiglia, in definitiva, riassume nei tratti essenziali e conclusivi tutta la crisi della società, la quale è rappresentata perfettamente dalla famiglia e solo traverso di essa può essere vista”.

 

 

Fabio Spinosa Pingue

Presidente Giovani Industriali dell’Aquila

 

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