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A Scoppito (AQ) il Comune ha già risarcito le imprese

 

Due impiegati che hanno dedicato solo una parte del loro tempo a questa attività , un consulente per due mesi, e 120 giorni, di cui 30 del mese di agosto, sono stati sufficienti al Comune di Scoppito per liquidare gli indennizzi a tutte le aziende del territorio di competenza.

Perché il Comune dell’Aquila, con un organico gonfio di personale di ogni ordine e grado non abbia ancora provveduto resta un mistero.

 

Tra mille chiacchiere, botte  e risposte inutili tra Comune e Regione, il risultato sta sotto gli occhi di tutti. I fondi ci sono ma giacciono nelle casse del Comune che ad oggi si è dimostrato inadempiente.

Addirittura le ultime dichiarazioni ufficiali avevano denunciato un presunto ostruzionismo da parte della Regione, a causa del quale il Comune aveva interrotto la trasmissione di tutte le pratiche: “dal momento che non ci hanno specificato quali pratiche erano sospese, abbiamo dovuto fermarle tutte” ha detto l’Assessore Fanfani lo scorso 29 settembre. Abbiamo già omesso a suo tempo qualsiasi giudizio sull’opportunità amministrativa di una simile reazione, e abbiamo poi preso atto di una simil resipiscenza grazie alla quale sono state subito dopo trasmesse 1700  pratiche delle 2.500 dichiarate istruite (il totale delle domande di indennizzo era di 3924).

 

E’ ora che qualcuno ci dica pubblicamente, spendendo il proprio nome e cognome, il giorno in cui sarà disposta liquidazione agli aventi diritto. Perché a nulla vale cercare ancora un chiarimento: il Comune dirà di aver trasmesso gli atti alla Regione, la Regione dirà che le domande ricevute non erano adeguatamente istruite. Le sappiamo già le risposte. Perché le abbiamo ricevute in altre innumerevoli occasioni, già con altri enti.

 

Vale la pena, invece, guardare chi agisce nell’interesse della Comunità con efficienza ed efficacia. Un esempio per tutti, a noi molto vicino. Solo qualche dato per capire.

Il comune di Scoppito ha evaso tutte le pratiche, 80 pratiche presentate di cui 65 istruite positivamente, in 4 mesi:

a) lo scorso 11 marzo ha iniziato ad esaminare le domande

b) il 29 aprile ed il 21 giugno ha rendicontato alla Sge e ha trasmesso le pratiche istruite con richiesta di indennizzo

c) il 9 agosto la Regione ha accreditato l’importo richiesto

b) il 6 settembre il Comune ha liquidato tutte le aziende

Le pratiche, e qui ci vorrebbe Totò, sono state spedite in Regione il 29 aprile: da quella data a quella del pagamento sono trascorsi ad occhio 120 giorni, di cui 30 con metà personale.

Le unità che hanno provveduto al procedimento sono state due, più un consulente per due mesi. Le stesse due che hanno provveduto alla gestione delle 350 persone in autonoma sistemazione, alle assegnazioni dei MAP, alle rendicontazioni delle riparazioni delle case A,B,C (ultimate tra ottobre 2009 e giugno 2010), alle attività ordinarie del Comune.

Non ci sono commenti. Se non che le richieste sfacciate di nuove assunzioni avanzate dal Comune dell’Aquila rendono evidente lo scarso orientamento all’efficienza in luogo di un notevole orientamento al consenso elettoralistico.

 

“La parte più complessa è stata quella dell’istruttoria, per questo ci siamo avvalsi di un commercialista, quale consulente esterno investito con atto pubblico” dice l’assessore del comune di Scoppito Orazio Raparelli.

Il rapporto con la Regione è stato complesso?

No, assolutamente, normale procedura. Anzi, devo dire che c’è stato un atteggiamento collaborativo e costruttivo

Perché il Comune dell’Aquila, secondo lei, è rimasto così indietro?

Non conosco la dimensione del lavoro di L’Aquila, quante pratiche deve istruire e non so quante persone lavorano su questo settore.  Comunque  ho “capito” che nel settore pubblico, ogni volta che bisogna fare qualcosa,  si dice  che le risorse umane non ci sono, quelle che si hanno non bastano mai.

Poi ho la sensazione che si riproponga un  atteggiamento molto diffuso dalle nostre parti: la classe dirigente, politica, amministrativa, le categorie sociali, nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità; manca la capacità di evidenziare il problema “vero” estrapolandolo da tutto il resto e, quindi, di individuare la soluzione.

Credo che la differenza tra l’amministrazione di Scoppito e quella di L’Aquila  stia anche nel fatto noi non siamo solo “politici”, piuttosto “volontari”, e proveniamo dalla realtà  delle professioni, dell’artigianato, dell’impresa. Siamo per questo più sensibili alle esigenze della comunità, anzi siamo parte integrante della comunità che amministriamo.

 

Ma più in generale, per quanto riguarda la ricostruzione, bisognerebbe fare tutti uno sforzo per dare più trasparenza: i soldi ci sono o non ci sono? I soldi delle donazioni che fine hanno fatto, chi li gestisce? Quante sono le pratiche che hanno in carico i singoli professionisti? Riescono a progettare ed a produrre la documentazione necessaria secondo la qualità richiesta? Quanti sono i cantieri che non iniziano o non finiscono i lavori perché alcune imprese hanno rastrellato cantieri oltre le loro reali possibilità?

Franca Renzetti, lei è la Responsabile del Servizio Finanziario, che difficoltà ha riscontrato?

Più che difficoltà, molto lavoro. Ecco, c’era e c’è da lavorare sodo. Noi siamo 12, tra esterni ed interni, per 5mila abitanti (3mila ante sisma). E’ vero che l’ordinanza è farraginosa in generale, ma l’aspetto peggiore è la duplicazione del lavoro che ha imposto. Infatti affida ai Comuni la competenza sulle istruttorie, però poi alla Struttura Gestione Emergenza bisogna trasmettere tutto il materiale di istruttoria fotocopiato e autenticato in ogni foglio. Un passaggio inutile, fastidioso, che allunga e complica il procedimento.

Organizzazione e volontà sono le parole d’ordine.

 

 

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