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Confindustria Abruzzo, Lolli: Chiodi abbassi Irpef e Irap a fronte della stangata Imu e denunci l’evasione miliardaria dei proprietari degli immobili storici

Il presidente regionale di Piccola Industria Lolli chiede alla Regione il calo di Irpef e Irap

«Se nell’agenda della Regione Abruzzo c’è lo sviluppo economico e se le promesse del governatore sono vere, come noi pensiamo, è giunto il momento di passare dalle parole ai fatti». A parlare è Modesto Lolli, presidente del Comitato regionale Piccola Industria di Confindustria. Lolli è molto preoccupato per l’Imu a carico delle imprese, di cui domani scade la prima rata. Secondo la Cgia di Mestre, l’introduzione dell’Imu comporterà un aumento medio delle imposte sui fabbricati a carico delle attività economiche pari a 1.159 euro. Un aggravio fiscale che rischia di mettere in ginocchio molte piccole imprese. Per fare questo confronto, sottolineano alla Cgia, si è ipotizzato che l’aliquota Imu – applicata agli uffici, ai negozi commerciali o ai capannoni produttivi presenti su tutto il territorio nazionale – sarà del 7,6 per mille. Per l’Ici, invece, la Cgia ha deciso di far ricorso per la simulazione all’aliquota media nazionale applicata dai Comuni nel 2009: ovvero il 6,4 per mille.
Presidente Lolli, quali fatti si aspetta dalla Regione?
«Le imprese non possono sostenere l’Imu, pagano 3 volte e mezzo quello che hanno pagato lo scorso anno: un aggravio fiscale fino al 240% medio circa. E non è ancora tutto perché il superaumento non si sente al primo appuntamento alla cassa: l’acconto si paga ad aliquota standard, con incrementi medi del 90% per negozi e uffici, del 42% per capannoni e centri commerciali, ma il resto arriverà come regalo di Natale, con il saldo da versare entro il 17 dicembre».
Che cosa bisognerebbe fare secondo lei?
«E’ urgente “riallineare” l’onere con una soluzione possibile e a portata di mano: l’abbattimento delle addizionali Irpef e Irap, così come già proposto e promesso». A luglio si aprirà il tavolo nazionale su questa questione. E’ lì che si dovrà decidere. Ma perché ritiene l’Imu particolarmente dannosa per le imprese? «Quello che turba, e che vorremmo che il nostro presidente riportasse sui tavoli nazionali “chiedendo giustizia” per l’Abruzzo e per tutto il Paese, sta nel fatto che i nuovi moltiplicatori da applicare alla rendita catastale gonfiano del 20% la base imponibile di centri commerciali e capannoni, del 60% quella degli uffici e del 62% quella dei negozi (più le “aggiunte” comunali) ma nulla significano per gli immobili storici che, ad oggi, consentono un’evasione fiscale di miliardi e miliardi di euro».
Ritiene questa l’ennesima testimonianza di insensibilità della Pubblica amministrazione verso le imprese?
«Gli estimi catastali degli immobili storici sottoposti a vincolo (1/3 circa del totale su tutto il territorio nazionale) sono “truccati” in maniera da rendere irrisorio il loro imponibile: conseguentemente sia l’Imu che le tasse sugli affitti fanno sorridere». In conclusione cosa chiedete al governatore? «Due sono le cose che ci permettiamo di chiedere al nostro Presidente: riduzione Irpef e Irap immediata, viste le scadenze di settembre per l’intervento dei Comuni e di dicembre per il pagamento del saldo dell’imposta sugli immobili; farsi portatore di un’operazione di perequazione fiscale su tutto il territorio nazionale finalizzata a rivedere gli estimi catastali degli immobili storici sottoposti a vincolo: il fatto è questione di miliardi e miliardi – parliamo di Imu ma, soprattutto, di canoni di affitto vertiginosi sui quali non vengono pagate le tasse – e richiede tutto il coraggio necessario per andare a scomodare i poteri forti». (antonio de frenza, il centro del 17 giugno 2012)

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